IL PARCO DELLE IPOCRISIE

25 luglio 2012 alle 10:25 | Pubblicato su Uncategorized | 3 commenti

Dopo il voto favorevole del Sindaco Maiorano all’assemblea dei sindaci del Parco Sud per lo stralcio di 100.000 mq di terreno agricolo a Vignate assistiamo ad una penosa gara di giustificazioni quali “abbattimento di CO2” “50 posti di lavoro” “l’interporto di Segrate non si farà mai perché non finanziato” “ogni opinione è rispettabile, è questione di diverse sensibilità” “ ambientalismo radical chic di Milano” e via con la retorica e le allusioni…
Il centrosinistra al governo di Buccinasco invece di mettere in discussione un voto per nulla ponderato e men che meno con un confronto pubblico, ha pensato bene di approvare, in contrapposizione alla nostra mozione urgente un ordine del giorno dove “guarda con preoccupazione le varianti di Rosate e Vignate” e “esprime l’auspicio che i 61 Comuni che fanno parte del Parco Agricolo Sud Milano respingano scambi di aree che compromettano la continuità territoriale, la vocazione agricola e le funzionalità del parco”. Peccato che abbiano appena appoggiato queste compromissioni.
Di seguito l’ordine del giorno della maggioranza e la nostra mozione urgente:
-Il Consiglio Comunale di Buccinasco
guarda con preoccupazione le varianti di Rosate e Vignate in cui sono stati estrapolati circa 150,000 m2 di aree facenti parte del Parco Agricolo Sud e chiede un’azione di compensazione per la perdita di queste aree;
apprezza l’impegno formale che Sindaci hanno votato congiuntamente alla variante di Vignate nel quale si afferma che non verranno mai più approvate altre varianti e si sollecita l’approvazione del PCTP del Parco; apprezza inoltre che il suddetto documento approvato dai Sindaci sia stato formalmente recepito dal Consiglio provinciale;
impegna il Sindaco di Buccinasco a farsi parte attiva verso i Sindaci dei 61 Comuni che fanno parte del Parco Agricolo Sud Milano affinché valutino approfonditamente la proposta del nuovo Piano Di Coordinamento Territoriale Provinciale, e che in questo non siano previste ulteriori deroghe che in qualche modo compromettano l’estensione territoriale del PASM;
richiama all’obbligo morale e politico dei Sindaci di difendere il Parco da qualunque iniziativa che riduca le dimensioni della sua superficie perché è un bene comune da difendere;
esprime l’auspicio che i 61 Comuni che fanno parte del Parco Agricolo Sud Milano respingano scambi di aree che compromettano la continuità territoriale, la vocazione agricola e le funzionalità del parco.
Il Consiglio Comunale di Buccinasco
MOZIONE URGENTE

IL CONSIGLIO COMUNALE DI BUCCINASCO:
-RIAFFERMA L’IMPORTANZA DEL PARCO AGRICOLO SUD MILANO COME CINTURA VERDE DELL’AREA METROPOLITANA MILANESE PER L’EQUILIBRIO ECOLOGICO NELL’AREA METROPOLITANA, LA SALVAGUARDIA, LA QUALIFICAZIONE E IL POTENZIAMENTO DELLE ATTIVITÀ AGRO-SILVO-COLTURALI IN COERENZA CON LA DESTINAZIONE DELL’AREA, LA SALVAGUARDIA DELLA RETE IDRICA, NATURALE E ARTIFICIALE, LA SALVAGUARDIA DELLE CASCINE, DELLE RARE ARCHITETTURE, I CASTELLI, LE ABBAZIE E LE VILLE, CHE INSIEME AL VERDE AGRICOLO DEFINISCONO UN PAESAGGIO UNICO, LO SCENARIO COERENTE PER L’EXPO 2015 CON IL TEMA “NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA”.
LE ATTIVITÀ AGRO-SILVO-COLTURALI SONO STATE ASSUNTE DALLA LEGGE REGIONALE 24/1990 ISTITUTIVA DEL PARCO COME ELEMENTO CENTRALE E CONNETTIVO.

-ESPRIME UN GIUDIZIO NEGATIVO SULLA APPROVAZIONE DA PARTE DELL’ASSEMBLEA DEI SINDACI DELLA DELIBERA IMMEDIATAMENTE ESECUTIVA N. 2/2012 DI STRALCIO DI TERRENO A VERDE AGRICOLO PER CIRCA 100.000 mq COMPRESO NEL COMUNE DI VIGNATE, PER L’AMPLIAMENTO DEL CENTRO INTERMODALE SITUATO A POCHI CHILOMETRI DALL’INTERPORTO DI SEGRATE OGGI SOTTO UTILIZZATO.

-IMPEGNA IL SINDACO AD ADOPERARSI AFFINCHÉ L’ASSEMBLEA DEI SINDACI DEL PARCO AGRICOLO SUD MILANO RIVEDA LA DECISIONE E IL RELATIVO ACCORDO DI PROGRAMMA.

-IMPEGNA LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO A TRASMETTERE LA MOZIONE A TUTTI I CONSIGLI COMUNALI DEI COMUNI DEL PARCO AGRICOLO SUD MILANO.

Ciò che dovrebbe essere chiaro ad amministri e consiglieri di qualsiasi istituzione sono i fondamentali nella gestione di un territorio, in particolare in epoca di vacche magre e di recessione strutturale.
Le amministrazioni agiscono attraverso una programmazione delle risorse e, per quelle territoriali, attraverso gli strumenti di pianificazione. Infatti lo stralcio di Vignate dovrà passare al vaglio della regione Lombardia.
Il centro di interscambio/polo intermodale di Segrate è operante, il suo pieno avvio e il completamento della viabilità speciale in corso sono interni tanto alla pianificazione regionale, quanto ai protocolli di intesa con le amministrazioni locali e i maggiori operatori intermodali di Italia e Svizzera interessati. Ciò significa che la “Legge quadro nazionale in materia di interporti e di piattaforme territoriali logistiche, la quale prevede l’effettuazione della ricognizione degli “interporti e delle infrastrutture intermodali già esistenti” da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per elaborare il “Piano generale per l’intermodalità”, avrà questa pianificazione e programmazione come riferimenti.
La linea ferroviaria che arriva a Segrate è la stessa che attraversa Vignate perché dunque la scelta insensata della cancellazione di 100 mila mq di terreni agricoli a Vignate per l’ampliamento del polo logistico della Sogemar? Quale verifica delle infrastrutture esistenti? Quale valutazione degli investimenti in corso? Quale relazione con la programmazione regionale?
Queste sono questioni che rendono effettiva e seria la pianificazione di un territorio, sapendo, oggi, che la qualità ambientale e culturale, insieme a servizi e amministrazione, costituiscono una delle condizioni per un sistema territoriale capace di produrre valore, attrarre investimenti ed essere competitivo nella competizione globale. Questo significa creare occupazione solida. Il resto sono giustificazioni imbarazzanti per coprire scelte miopi legate ad interessi particolari.

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Estate, sole e sport

25 luglio 2012 alle 08:41 | Pubblicato su commenti | Lascia un commento
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Dal sito http://www.edusport.it (VEDI).

Fino a tutto il 1800 il sole non baciava i belli, ma i poveri: fin quando l’abbronzatura è stata simbolo dell’inferiorità sociale di chi lavorava all’aria aperta, nobili e borghesi hanno accuratamente evitato di esporre i loro corpi ai raggi del sole.OmbrelloniOggi il sole bacia tutti, ma non tutti allo stesso modo. Ai fini di un’esposizione ragionata sarebbe bene conoscere il proprio fototipo, cioè le caratteristiche della propria pelle: la tendenza alla comparsa di eritemi e scottature varia infatti a seconda del tipo di carnagione e tale fenomeno è costante per chi ha i capelli rossi e la carnagione lattea, frequente per i biondi dalla carnagione chiara e rara per i bruni dalla pelle olivastra.Bastano, in fondo, pochi accorgimenti e un po’ di buon senso per evitare i rischi, quali il veloce invecchiamento della pelle o il tumore cutaneo, connessi ad un’esposizione al sole non corretta:- usare un filtro solare, tenendo presente che il fattore di protezione, è un numero che indica, in maniera piuttosto approssimativa, di quante volte aumenta il periodo di esposizione senza conseguenze;

– ripetere l’operazione più volte nell’arco della permanenza al sole: sudorazione, vento, sabbia e acqua diminuiscono infatti l’efficacia del filtro;- abbronzarsi in modo graduale evitando di esporsi nelle ore più calde;

– evitare le “ricette della nonna” e le “creme fai da te” per la tintarella rapida: molte di esse si rivelano infatti degli “ustionanti”, più che degli abbronzanti.

BeachVolleyUn recente studio dedicato al tema dell’abbronzatura, specifica la tempistica ottimale relativa all’applicazione dei filtri: per garantire un assorbimento ottimale, la prima applicazione deve essere effettuata 20-30 minuti prima dell’esposizione, ripetendo l’operazione dopo una ventina di minuti (evitando quindi si attendere le 2-3 ore che molti prodotti consigliano – vantandosi di garantire una protezione duratura). Con questo procedimento si riduce del 20-40% la dose di ultravioletti assorbita. A patto, naturalmente, di avere usato un prodotto resistente all’acqua – che almeno garantiscono minore “volatilità”.

L’Istituto Superiore della Sanità ha inoltre recentemente smentito alcuni dei luoghi comuni più frequenti sull’abbronzatura: “quelli che” credono che il sole del Centro-Nord sia meno aggressivo di quello meridionale si preparino a spalmarsi di creme protettive: ci si scotta a Torino come a Napoli; “quelli che” si preabbronzano con le lampade, illudendosi di evitare le scottature in spiaggia, sappiano che le lampade UVA stimolano soltanto la melanina superficiale e il loro effetto sulla pigmentazione curtanea è transitorio e quindi non tale da offrire una protezione efficace in occasione di una successiva esposizione al sole; “quelli che” credono che l’eritema sia lo scotto da pagare per abbronzarsi si consolino: con le creme protettive ci si abbronza ugualmente e il colorito dura più a lungo.

Per chi, infine, saprà aspettare è in arrivo “l’ormone abbronzante”: un farmaco, per ora a livello sperimentale, che sintetizza un ormone simile a quello umano, la melatonina. I dati sperimentali parlano chiaro: 47% di scottature in meno, l’abbronzatura si mantiene fino a tre settimane, i tempi di esposizione necessaria per ottenere un’equivalente intensità di tintarella, sia con irradiazione naturale che con quella artificiale, diminuiscono del 50%.

Insomma, il sole non è cattivo, basta saperlo prendere per il verso giusto…


JoggingAllenarsi d’estate
È risaputo che l’estate favorisca in tutti noi la voglia di perdere i chili di troppo accumulati d’inverno; la bella stagione, del resto, favorisce attività fisiche (jogging, bicicletta, nuoto) che nei mesi invernali tendiamo purtroppo a non praticare. Se durante l’allenamento invernale è necessario coprirsi per non disperdere il calore, in primavera l’organismo deve smaltire più in fretta e meglio il calore che viene prodotto durante l’attività fisica.

Praticare sport sotto il sole dell’estate espone senza dubbio al rischio di “scottature” che, se per i più fortunati sono causa solo di semplici fastidi, per chi ha una cute più delicata possono dare lesioni dei capillari superficiali, secchezza della cute e rughe. Proteggersi dai raggi del sole in maniera adeguata, specialmente nelle fasi iniziali di attività all’aperto è dunque importantissimo. Anche l’alimentazione ha un ruolo fondamentale: oltre all’acqua, è consigliato aumentare il consumo di frutta e verdura(vitamine), mantenere un medio consumo di carboidrati, limitare quello di grassi, zuccheri e proteine.
Un insufficiente ricambio d’aria associato a uno scarso apporto di liquidi può determinare una prolungata impossibilità dell’organismo di regolare la propria temperatura: in queste circostanze si verifica il colpo di calore. I sintomi sono simili a quelli dell’insolazione: malessere generale, mal di testa, nausea, febbre con sudorazione intensa, sete, vertigini, aumento della frequenza cardiaca, respiro affannoso. Per evitare questo tipo di problematiche d’estate è ovviamente preferibile praticare attività sportive all’aperto solo nelle ore serali o al mattino presto.

Sport estivi: calorie
Di seguito elenchiamo alcuni tra i gli sport più praticati d’estate con il relativo consumo di calorie. Si è ipotizzato che l’atleta pesi attorno ai 75 kg e che l’attività duri almeno 30 minuti, a livello medio, non agonistico.

– Beach volley:  125 kcal
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Camminata: 181 kcal
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Canottaggio: 402 kcal
– Ciclismo: 225 kcal
– Corsa (8.5 km/h): 315 kcal
– Ginnastica: 149 kcal
– Golf: 190 kcal
– Nuoto (dorso): 380 kcal
– Nuoto (rana): 365 kcal
– Nuoto (stile libero): 350 kcal
– Pallanuoto: 429 kcal
– Ping pong:  153 kcal
– Remata: 235 kcal
– Tennis: 240 kcal
– Windsurf: 158 kcal

Così si salvaguardia l’ambiente

24 luglio 2012 alle 15:48 | Pubblicato su commenti, consiglio comunale | 1 commento
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Tutto il centrosinistra di Buccinasco, PD, Verdi, Rifondazione, Comunisti Italiani, Lista Civica sedicente ambientalista, (IdV assente in Consiglio)

ha votato contro la nostra Mozione per la salvaguardia del Parco Agricolo Sud Milano contraria allo stralcio di 100.000 mq

di terreno agricolo a Vignate per farne un interporto a pochi Km dall’interporto già esistente di SEGRATE.

Lo hanno fatto in nome dell’ambiente, per l’abbattimento di CO2. SIC!

Riforma del lavoro

24 luglio 2012 alle 13:22 | Pubblicato su Uncategorized | 1 commento

Un nuovo ammortizzatore sociale, l’Aspi, che debutterà in via transitoria dal prossimo anno per sostituire gradualmente le indennità di disoccupazione e di mobilità. Insieme a regole più stringenti per la flessibilità in entrata e a una nuova disciplina sui licenziamenti, con cui invece bisogna fare i conti già da oggi.
Si è alzato definitivamente il sipario sulla riforma del mercato del lavoro, approvata dal Parlamento lo scorso 27 giugno, che entra in vigore nella giornata odierna introducendo diverse novità, anzitutto all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che dal 1970 prevedeva la reintegrazione automatica del lavoratore in tutti i casi di licenziamento illegittimo. Questo automatismo verrà meno per i licenziamenti per motivi economici dichiarati illegittimi dal giudice, che potrà stabilire il pagamento di un’indennità risarcitoria compresa tra le 12 e le 24 mensilità, una volta esperita la procedura di conciliazione. Solo in caso di «manifesta insussistenza» del fatto scatterà il reintegro. Anche per il licenziamento disciplinare illegittimo, il giudice potrà disporre il reintegro solo in base alle “tipizzazioni” previste dai contratti collettivi e ai codici disciplinari, negli altri casi è previsto il pagamento di un indenizzo da parte dell’impresa. È sempre nullo, invece, il licenziamento discriminatorio, per ragioni di credo politico, religioso o attività sindacale.
Cambia anche il sistema di ammortizzatori: la nuova Assicurazione sociale per l’impiego sostituirà a regime (2017), l’indennità di mobilità e quella di disoccupazione, avrà una durata di 12 mesi (fino a 54 anni) e di 18 mesi (da 55 anni), estendendo la platea dei tutelati ad apprendisti e artisti. Con la novità che se il lavoratore rifiuta un impiego con una retribuzione superiore del 20% rispetto all’Aspi, perde il diritto a percepire l’indennità. Per i precari non tutelati dall’Aspi, c’è la mini-Aspi. Novità anche per la flessibilità in entrata: il contratto a tempo determinato costa di più: è previsto, infatti, un contributo dell’1,4% a carico delle imprese per finanziare l’Aspi; inoltre se ha una durata fino a 12 mesi (ed è il primo contratto) non serve il cosiddetto “causalone”.
Quanto alle partite Iva, per essere considerate “vere” devono avere un reddito lordo di almeno 18mila euro l’anno, richiedere una professionalità elevata o l’iscrizione a un albo. Altrimenti, in mancanza di alcuni requisiti, scatta la presunzione di lavoro subordinato e spetta alle imprese dimostrare che si tratta di lavoro autonomo. L’apprendistato è considerato il canale d’ingresso principale al lavoro per i giovani, se ne ampliano le possibilità di utilizzo (con il vicolo del 30% di assunzioni).
L’impianto della riforma è stato fortemente criticato dalle parti sociali: le imprese hanno denunciato una stretta nella flessibilità in entrata, i sindacati una riduzione delle protezioni sociali. Le critiche sono state ribadite in un documento comune inviato in Parlamento che ha spinto i partiti della maggioranza a proporre alcune correzioni alla riforma, contenute in 11 disposizioni di un emendamento al Dl sviluppo, oggetto di un accordo politico con il governo, approvato ieri mattina in prima lettura dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera.
Tra le modifiche, l’intervallo tra i contratti a termine, fissato dalla riforma in 60 giorni (fino a sei mesi di durata) e 90 (oltre) si riduce per i lavoratori stagionali e se previsto dai contratti nazionali, rispettivamente a 20 e 30 giorni. Il decollo dell’Aspi viene confermato al 2013, ma la mobilità a requisiti pieni si allunga a tutto il 2014, con il risultato che gli ultracinquantenni del Centro Nord e tutti i lavoratori del Sud avranno 6 mesi in più di copertura. Viene salvata la Cigs per l’intero 2015 per le aziende con procedure concorsuali, a condizione di una ripresa dell’attività e di una tutela anche parziale dei livelli occupazionali. L’aliquota delle partite Iva resta al 27% anche nel 2013, ma dal 2014 aumenterà gradualmente come prevede la riforma. Inoltre si spalma su due anni (invece che uno) il calcolo del reddito e della durata del rapporto di lavoro autonomo, per evitare la trasformazione della partita Iva in collaborazione. Su queste modifiche è positivo il giudizio di Confindustria, Cisl e Uil, mentre la Cgil conferma le critiche a tutto l’articolato.

ASB Azienda Speciale Buccinasco

23 luglio 2012 alle 13:16 | Pubblicato su Uncategorized | 2 commenti
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C’è una pratica della simulazione nelloperato dell’Amministrazione che risulta insultante nei confronti del Consiglio. Si vuole far credere che la domanda di trasparenza sull’operato delle Istituzioni sia soddisfatta dalla possibilità di seguire i lavori del Consiglio Comunale via-streaming o in differita, mentre il Consiglio e i cittadini vengono messi di fronte a scelte che avvengono fuori da ogni possibile condivisione dei documenti pubblici che le hanno determinate. Dove è la trasparenza? Nello scorso Consiglio Comunale ci era parso che l’assessore Baldassarre avesse esplicitamente condiviso la necessità, da noi sollevata, di una riflessione ed una definizione chiara intorno all’Azienda Speciale Buccinasco-ASB. In particolare noi abbiamo posto con chiarezza la questione della sua utilità per la gestione degli Orti, della Banda Civica e dei Corsi di Musica e di una Farmacia, sostenendo che i funzionari comunali erano più che sufficienti a verificare gli aspetti amministrativi dei tre comparti di intervento. Di più, abbiamo proposto all’assessore di istruire due possibili sviluppi per l’ASB: 1) Verificare la possibilità di creare una realtà unica con i comuni della conurbazione Sud-Ovest in modo da creare sinergie, ottimizzare i costi e massimizzare i risultati; ovviamente con una serie di procedure gestionali e di controllo volte a scongiurare pericoli di mala-gestione.; 2) verificare come questa realtà potrebbe negoziare l’ingresso in ambiti a carattere metropolitano come ATM, A2A, MM. L’Assessore Baldassarre sembrava aver esplicitamente riconosciuto le nostre richieste, mentre ora al punto 3 dell’Ordine del Giorno del Consiglio di stasera troviamo la “Revoca trasferimento attività Orti urbani dal Comune di Buccinasco all’Azienda Speciale Buccinasco” e al punto 4 “Azienda Speciale Buccinasco-Nomina Consiglio di Amministrazione”. Da non credere, cosa significa, che le nostre osservazioni sull’utilità dell’ASB sarebbero risolte togliendo gli Orti? Quale compito avrebbero da svolgere i membri del CdA, quali obbiettivi da realizzare? La ventilata moltiplicazione delle farmacie quali aumenti di costo comporterà, visto che gli abitanti di Buccinasco non per questo aumenteranno il consumo di farmaci? Noi avevamo chiesto una verifica ed una riflessione sui bilanci ASB, come possiamo esprimerci in mancanza di un confronto serio su tutto ciò? Conosciamo un periodo ti tagli significativi nei trasferimenti verso le amministrazioni locali, occorre evitare di operare scelte che non avvengano attraverso un principio di precauzione, cioè un’analisi delle conseguenze sul medio-lungo periodo. Altrimenti gli errori graveranno sui portafogli dei cittadini di Buccinasco. Noi questa sera porremo queste questioni e ci rifiuteremo di partecipare alla votazione del CdA che, senza una chiarezza di obiettivi e compiti, si configura come uno sperpero/distribuzione di risorse pubbliche, anche se viene spartito tra maggioranza e opposizione. A questo proposito ho detto con chiarezza al Sindaco Maiorano che non siamo disposti a tollerare soluzioni equivoche che rimandano comunque a spartizioni consociative, per il CdA o per i Revisori.

Fiorello Cortiana

Nozze a domicilio, sfuma il sogno del vicesindaco

22 luglio 2012 alle 21:32 | Pubblicato su commenti, rassegna stampa | Lascia un commento
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(Dal sito de Il Giorno)Buccinasco, 20 luglio 2012 – Sulla favola del matrimonio divorzia la giunta. L’idea proposta dal vicesindaco Rino Pruiti di potersi sposare in ogni luogo pubblico della città ed eventualmente, dopo la celebrazione formale in Comune, ripetere il rito in un luogo più bello e intimo come, ad esempio, il giardino di casa, non è andata giù al primo cittadino che ha sollevato alcune questioni formali e morali. Così, dopo aver messo i puntini sulle «i» riporta tutti con i piedi per terra.

«Nulla da eccepire circa l’idea del mio vicesindaco che nel merito ha formulato un’ipotesi di lavoro a titolo strettamente personale. Ogni proposta va valutata e verificata nel suo percorso di applicabilità ed eventualmente fatta propria dall’Amministrazione con gli atti dovuti. – spiega il primo cittadino Giambattista Maiorano -. Voglio precisare però, purtroppo, che il codice civile e una circolare del 2007 del Ministero degli Interni definiscono e identificano il luogo dove è consentito celebrare il rito del matrimonio civile. Non è possibile quindi immaginare che qualsiasi luogo possa essere deputato meno che mai con il concetto del “porta a porta” dal sapore francamente commerciale che banalizza quello che dovrebbe poter essere uno dei momenti più importanti della vita delle persone».

Insomma, i luoghi che possono fare da cornice a quello che dovrebbe essere un giorno più unico che raro, ad una cerimonia che per scelta o per necessità non può essere celebrata in Chiesa, restano i luoghi canonici buccinaschesi: la casa comunale e la cascina Robbiolo con la possibilità per quest’ultima di utilizzare il sottoportico e la parte destinata a verde in quanto sue pertinenze funzionali.

«Mi dispiace deludere quanti hanno salutato la possibile novità – chiosa il sindaco – ma le regole ancorché non condivise e fintanto che non vengono modificate, vanno rispettate». Ma proprio questi limiti, legali e burocratici, che il sindaco Maiorano ha ricordato saranno per il suo vice i punti di partenza per realizzare quello che sembra il «sogno buccinaschese».

«Appena possibile proporrò al Consiglio comunale una delibera che stabilisca come ogni luogo di proprietà comunale sul territorio possa essere utilizzato per i matrimoni civili – precisa Pruiti –. Per quanto riguarda i matrimoni a casa o nei luoghi privati e non demaniali, come ho già detto, nulla vieta di svolgere le attività formali con gli sposi e i testimoni in Comune e celebrare poi, altrove, il rito condividendolo con amici e parenti. Felici incombenze che mi sono offerto di fare in quanto pubblico ufficiale e che sono permesse dalla legge tanto che in altri comuni vengo già svolte. Ovviamente, come ho già detto, nel caso di Buccinasco, vanno regolamentate attraverso appositi atti».

Infatti,  soluzioni alternative al classico matrimonio in Comune, hanno già precedenti in altri comuni della provincia e hanno come obiettivo quello di esaudire un’aspettativa, un desiderio della cittadinanza. «In questo momento di crisi – spiega il vicesindaco – dove sempre meno giovani si uniscono in matrimonio, questo mi sembra un bel segnale di positività».

di Francesca Santolini

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Trasparenza sì, trasparenza no?

20 luglio 2012 alle 09:00 | Pubblicato su commenti | 1 commento
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Riprendo un argomento già trattato da Città Ideale (VEDI) che riguarda un bando per una “PROCEDURA NEGOZIATA PRECEDUTA DA GARA FORMALE PER AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE – PERIODO SETTEMBRE 2012 – LUGLIO 2013” (VEDI).

Qual’è il problema di questa determina? Il fatto che, in base al punto 3, l’elenco delle società invitate resterà segreto fino all’aggiudicazione del servizio!

Per cui chi parteciperà alla gara, solo su invito, non è dato saperlo. Si scoprirà solo a cose fatte. Certo, il bando è pubblico e chi non è stato invitato lo sa, ma la trasparenza nei confronti dei cittadini è quel che è.

Faccio notare inoltre che, in base al punto 2 della determina, l’appalto sarà aggiudicato attraverso il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’art. 83 del D. Lgs. 163/2006.

Offerta economicamente più vantaggiosa: cosa vuol dire in pratica? Vediamo nel dettaglio cosa dice questo articolo (VEDI)?

Art. 83 (Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa)
(art. 53, direttiva 2004/18; art. 55, direttiva 2004/17; art. 21, l. n. 109/1994; art. 19, d.lgs. n. 358/1992; art. 23, d.lgs. n. 157/1995; art. 24, d.lgs. n. 158/1995)

1. Quando il contratto è affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il bando di gara stabilisce i criteri di valutazione dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto, quali, a titolo esemplificativo:

a) il prezzo;

b) la qualità;

c) il pregio tecnico;

d) le caratteristiche estetiche e funzionali;

e) le caratteristiche ambientali e il contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali dell’opera o del prodotto;

f) il costo di utilizzazione e manutenzione;

g) la redditività;

h) il servizio successivo alla vendita;

i) l’assistenza tecnica;

l) la data di consegna ovvero il termine di consegna o di esecuzione;

m) l’impegno in materia di pezzi di ricambio;

n) la sicurezza di approvvigionamento;

o) in caso di concessioni, altresì la durata del contratto, le modalità di gestione, il livello e i criteri di aggiornamento delle tariffe da praticare agli utenti.

2. Il bando di gara ovvero, in caso di dialogo competitivo, il bando o il documento descrittivo, elencano i criteri di valutazione e precisano la ponderazione relativa attribuita a ciascuno di essi, anche mediante una soglia, espressa con un valore numerico determinato, in cui lo scarto tra il punteggio della soglia e quello massimo relativo all’elemento cui si riferisce la soglia deve essere appropriato.

3. Le stazioni appaltanti, quando ritengono la ponderazione di cui al comma 2 impossibile per ragioni dimostrabili, indicano nel bando di gara e nel capitolato d’oneri, o, in caso di dialogo competitivo, nel bando o nel documento descrittivo, l’ordine decrescente di importanza dei criteri.

4. Il bando per ciascun criterio di valutazione prescelto prevede, ove necessario, i sub-criteri e i sub-pesi o i sub-punteggi. Ove la stazione appaltante non sia in grado di stabilirli tramite la propria organizzazione, provvede a nominare uno o più esperti con il decreto o la determina a contrarre, affidando ad essi l’incarico di redigere i criteri, i pesi, i punteggi e le relative specificazioni, che verranno indicati nel bando di gara.

5. Per attuare la ponderazione o comunque attribuire il punteggio a ciascun elemento dell’offerta, le stazioni appaltanti utilizzano metodologie tali da consentire di individuare con un unico parametro numerico finale l’offerta più vantaggiosa. Dette metodologie sono stabilite dal regolamento, distintamente per lavori, servizi e forniture e, ove occorra, con modalità semplificate per servizi e forniture. Il regolamento, per i servizi, tiene conto di quanto stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 marzo 1999, n. 117 e dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 novembre 2005, in quanto compatibili con il presente codice.

Per cui la procedura potrebbe essere anche molto complessa e il risultato finale potrebbe dipendere dal peso attribuito ai vari parametri presi in considerazione, dei quali il prezzo è solo uno dei tanti.

Sia ben chiaro non c’è nulla di contrario alla legge e ci saranno delle valide ragioni per  cui si è deciso di procedere in questo modo, ma, nella mia ingenuità, io mi chiedo ugualmente: Perché il cittadino non dovrebbe essere messo al corrente di quali logiche saranno seguite? Perché non ci si deve sforzare di aumentare il livello di trasparenza? Per quale motivo le procedure pubbliche non dovrebbero essere conosciute, in ogni più piccolo dettaglio, da tutti a priori, ma solo a cose fatte?

Trasparenza sì o trasparenza no?

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