CAG Buccinasco, una gara esemplare (?)

18 agosto 2012 alle 14:19 | Pubblicato su Uncategorized | 3 commenti
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A proposito di trasparenza e a proposito di giovani Buccinasco si configura come una realtà senile e insensibile, lontana anni luce dai bisogni e dai desideri, dalle paure e dalle potenzialità delle nuove generazioni, pur molto numerose. La procedura negoziata e la gara per l’affidamento della gestione del Centro di Aggregazione Giovanile-CAGsono drammaticamente emblematiche. Una gara a inviti, un elenco segreto, un capitolato non pubblicato sull’albo pretorio, un solo partecipante tra gli invitati, quindi uno scontato vincitore, ancorché atti legittimi non costituiscono un esempio di trasparenza. Eppure l’assessora nel suo intervento di indirizzo programmatico aveva ripetutamente sottolineato la necessità di una fase di monitoraggio per individuare la natura delle domande legate alla condizione giovanile di Buccinasco al fine di delineare le risposte più efficaci.
Proprio il rapporto tra mondo adulto istituzionale e giovani richiede una trasparenza assoluta come condizione preliminare affinché i giovani possano prendere in considerazione un investimento di fiducia e non di, eventuale, uso strumentale. Di più: questa fiducia diventa una prima esperienza di responsabilità condivisa solo se i giovani sono diretti partecipi della definizione e della condivisione delle loro domande, quindi della costruzione delle risposte/proposte istituzionali. Le esperienze significative dei centri polivalenti giovanili, promossi dalla Provincia di Milano a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 nell’area metropolitana milanese, erano caratterizzate dalla partecipazione diretta dei giovani alla gestione dei centri. Gli operatori avevano un ruolo di facilitatori, di coordinatori delle risorse e di relazione con gli altri servizi alla persona presenti sul territorio. Gli incontri e le iniziative che abbiamo promosso insieme ai giovani lo scorso Aprile, hanno confermato non solo la generosità che li contraddistingue ma sopratutto le straordinarie potenzialità che essi possiedono e che chiedono solo una interlocuzione positiva. Ora, poniamo il caso che l’assessora e la Giunta pensino di avere le idee chiare a proposito dei bisogni e dei desideri dei giovani di Buccinasco: così chiare da essere preziose e da meritare un percorso protetto anche dalla curiosità del consiglio comunale. Bene, ci troveremmo di fronte ad una presunzione adulta che pensa di sapere cosa “realmente” vogliono i giovani e cosa è “giusto” fare per loro. Per loro non con loro. Nella postfazione al Rapporto 2012 sulla città della Fondazione Ambrosianeum il Cardinale Carlo Maria Martini si chiede e ci chiede “Quale spazio c’è per un agire responsabile e convinto dei giovani a Milano? (…) E non basta discutere di come riconoscere loro il giusto spazio di azione, assicurando percorsi di formazione di qualità, un mercato del lavoro inclusivo, opportunità reali di partecipazione sociale. Occorre mettersi in ascolto. Ascoltare la loro voce, far vibrare la loro tensione ideale senza temere la critica, ma con uno sguardo che guardi avanti fiducioso. Ho sempre pensato che parlare con i giovani è più fruttuoso che parlare dei giovani.” Parole di grande saggezza per tutti, credenti e non, che richiedono, trasparenza e partecipazione e anche la capacità di ripensare il proprio agire laddove si è partiti nella direzione sbagliata.

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Cos’è la trasparenza?

7 agosto 2012 alle 09:20 | Pubblicato su commenti | 5 commenti
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Nel campo dell’ottica, la trasparenza è la proprietà fisica che permette alla luce di passare attraverso un materiale. La proprietà opposta è l’opacità.

A tal proposito riprendiamo quanto scrive il nostro Vice Sindaco sul suo blog (i grassetti e le sottolineature sono quelli originali):

Qualcuno dovrebbe fare un corso accelerato al Consigliere Cortiana per spiegargli cosa vuol dire fare il Consigliere comunale (di minoranza o maggioranza cambia poco), ha parlato di “trasparenza e condivisione“, non stava parlando di accesso agli atti o di avere i documenti per poter votare, stava parlando di capire i meccanismi che portano la Giunta e la maggioranza a prendere le decisioni operative, cioè chiede di partecipare e di condividere le ragioni di questo processo decisionale! (gli “open-data” sono altra roba e su questo Buccinasco è già all’avanguardia anche se dovremo migliorare velocemente) Cavoli ! Ma allora deve farsi nominare dal Sindaco in Giunta, o ancora meglio doveva vincere le elezioni comunaliNoi abbiamo un programma elettorale che non è stato scritto per pura formalità. Per noi è un Vangelo.

Da cittadini diciamo che il conoscere non solo l’esito di un atto nel momento in cui, dopo essere stato deciso, viene pubblicato sul sito del Comune, ma capire il meccanismo che ha portato a una scelta piuttosto che un’altra, la logica seguita, le priorità riconosciute, sono un diritto che un’amministrazione trasparente dovrebbe garantire a tutti i cittadini!

  • Per quale motivo la logica che ha portato alla decisione finale non dovrebbe essere nota?
  • Cosa c’è di tanto prezioso da non poter essere svelato?
  • Quali sono i segreti da custodire?

Trasparenza è quello che si chiede, il tutto senza ledere l’autonomia decisionale della giunta, che, però, non dovrebbe tradursi in un diritto all’opacità nell’iter deliberativo! Le due cose non si escludono a vicenda e ci auguriamo che la giunta si adoperi affinché la trasparenza anche dell’iter decisionale sia la massima possibile: non stanno decidendo di questioni loro, stanno decidendo di questioni di tutti e, quindi, anche nostre. Pretendere trasparenza non è un atto di lesa maestà! Speriamo, pertanto, che il nostro Vice Sindaco chiarisca il suo pensiero: l’autonomia decisionale è una cosa (e non è messa in discussione), il diritto alla trasparenza è un’altra. Tale diritto dovrebbe spettare a tutti i cittadini e, a maggior ragione, ai consiglieri, anche quelli di minoranza, anche se non sono stati nominati in giunta e anche se non hanno vinto le elezioni; in  caso contrario saremmo di fronte a un atteggiamento arrogante sulla falsariga di “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare” come diceva il sommo Dante o come diceva più banalmente il Marchese del Grillo: “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un ca…!”

PS Dal programma della coalizione di centrosinistra (pag. 4, 6° punto): rendere pubblici e trasparenti tutti gli atti amministrativi.

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