Suggerimenti e proposte al PGT per la Buccinasco del futuro.

30 novembre 2012 alle 08:56 | Pubblicato su comunicati | 1 commento
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Un comune modello della Grande Milano

Fiorello Cortiana e Filippo Errante

a nome della

Coalizione Civica Buccinasco

Senza nome

Non consumo di suolo e saldo naturale.

Coalizione Civica è contraria al consumo “inutile” di nuovo suolo e alla speculazione selvaggia, ma ritiene un dovere e un’opportunità per Buccinasco il recupero e la valorizzazione delle aree dismesse e una miglior progettazione degli spazi cittadini.

Per quanto concerne il così detto saldo naturale, la nostra posizione, oggi come in campagna elettorale, è che questo slogan si riveli inadeguato e non rispondente ai bisogni di Buccinasco: la presenza di numerose abitazioni sfitte e il necessario recupero dei borghi sarebbero da soli in grado di soddisfare anche le più generose previsioni di saldo naturale per i prossimi 10 anni!

In realtà a Buccinasco esistono ampie aree industriali dismesse che si trovano collocate all’interno di contesti residenziali: un loro recupero, attraverso costruzioni all’avanguardia per quanto concerne i criteri di progettazione e la eco-compatibilità, potrebbero rappresentare un’ottima occasione per lo sviluppo del Comune e per un consolidamento e una valorizzazione dell’immagine di Buccinasco, un’oasi verde a due passi dal Duomo. Riteniamo, pertanto, utile che il prossimo PGT tenga conto di questi fattori e preveda l’attuazione di ogni iniziativa volta in tal senso e che metta in condizione Buccinasco di incontrare e soddisfare la domanda di abitazioni moderne, ecologiche, bio-compatibili e di qualità che esiste e che sarebbe un errore lasciarsi sfuggire. Tali progetti, oltre a riqualificare le strutture dismesse contribuirebbero a migliorare l’immagine complessiva del Comune, valorizzando anche l’enorme patrimonio costituito dal Parco Sud e non concretamente “spendibile” in altri modi.

Socialità, politiche giovanili e centri di aggregazione.

Buccinasco è cresciuta in misura consistente negli ultimi 20/30 anni, ma senza un vero progetto di città e non risulta adeguatamente dotata di uno o più centri di aggregazione, in particolar modo per quanto concerne la cultura, utili e fondamentali per dotare il Comune di una propria identità. Dove sarà collocata la Biblioteca in un prossimo futuro?  Quali spazi saranno dati alle associazioni di questa città che quotidianamente rispondono a esigenze assistenziali, sportive e ricreative. Quali spazi saranno destinati ai giovani dai 14 ai 20 anni ? A queste semplici e, a nostro avviso, fondamentali domande, non abbiamo trovato adeguate risposte nel progetto di PGT presentato dall’amministrazione.

Come anche oggi ci ricorda il nostro Presidente della Repubblica, investire nella cultura è un’urgenza nazionale che non può più aspettare. Sarebbe quindi opportuno che il PGT tenesse in considerazione queste esigenze e prevedesse la realizzazione di un centro culturale con spazi per corsi di formazione per le varie fasce d’età (arte, fotografia, teatro, etc.) e spazi espositivi dove poter ospitare mostre. Il tutto potrebbe essere accompagnato da un caffè letterario o/e nelle ore serali da un ristorante con prodotti a chilometro zero, magari biologici, e gestito da una cooperativa di giovani di Buccinasco. La cultura non è un costo, è un investimento che crea indotto se ben gestita: sotto questo profilo diviene fondamentale un’accurata progettazione delle aree da privilegiare perché l’investimento culturale si traduca in ritorni economici, in termini di occupazione e  crescita sul territorio.

Politiche per anziani

Gli anziani del territorio sono l’altra faccia di una Buccinasco che “corre”, sono una delle fasce più deboli che spesso si trovano in difficoltà, in un mondo tecnologico, anche solo per chiedere aiuto.

Il PGT dovrebbe comprendere nel suo interno l’individuazione degli spazi da dedicare a strutture destinate all’organizzazione di attività d’importanza vitale per tale fascia di età quali: la riabilitazione e la ginnastica dolce.

Sono troppi gli anziani che finiscono con il rivolgersi ai comuni limitrofi, che da questo punto di vista sono meglio organizzati.

Centro (centri) e identità cittadina.

Prendiamo spunto dall’impostazione data al PGT, che condividiamo, relativamente all’inopportunità della creazione di nuovi spazi per la grande distribuzione sul territorio comunale, manifestando perplessità sull’opportunità di favorire nuove iniziative commerciali di prossimità (che ovunque stanno soffrendo e vanno via via contraendosi) se le stesse non sono inserite in contesti che ne supportino l’attività e ne consentano l’autonoma sopravvivenza.

Riteniamo opportuno, pertanto, coniugare tale obiettivo con i due punti precedentemente esposti, prevedendo la creazione di uno o più centri funzionali e di aggregazione, con il recupero delle aree dismesse e la razionalizzazione degli spazi. Tali centri dovranno prevedere un mix di attività di servizio, residenziali, culturali e commerciali tali da rendere gli spazi fruibili per una moltitudine di fasce e di utenze e per le più varie necessità. Così facendo le iniziative potranno alimentarsi e sostenersi a vicenda creando occasione d’incontro, socializzazione, scambio e generando una massa critica di persone tali da rendere gli spazi stessi funzionali e attraenti sia per i cittadini sia per eventuali iniziative commerciali, siano esse di servizio, come bar o ristoranti, sia di commercio (di prossimità, a Km zero o altro). In tale ottica, sarebbe anche opportuno prevedere una diversa collocazione della Banca presente sulla piazza in Via Emilia (in corrispondenza della Chiesetta) posta in una posizione che soffoca la piazza e ne limita l’accesso e la vivibilità. Tale ipotesi avrebbe ancora maggior senso qualora prendesse piede la riqualificazione dell’area attualmente occupata dal Dromocar che dovrebbe seguire le linee guida sopra esposte.

Traffico e svincolo tangenziale.

svincolo_1

Abbiamo già sottolineato in campagna elettorale la necessità per Buccinasco di modificare l’attuale assetto della viabilità e di operare, per quanto possibile, una netta separazione del traffico pesante diretto alla zona industriale/artigianale da quello veicolare, evitando che i mezzi pesanti attraversino il centro abitato, con tutti i disagi e i pericoli che questo comporta.

La soluzione ottimale, che richiede necessariamente una pianificazione e accordi sovracomunali (con la provincia, enti provinciali e/o altri comuni limitrofi), potrebbe essere quella di uno svincolo della tangenziale in prossimità della zona industriale di Buccinasco (Via Fermi) in corrispondenza dello svincolo, già esistente, della stazione di servizio presente sulla tangenziale. Lo svincolo, destinato prevalentemente allo svincolo_2smaltimento del traffico pesante e quindi a bassa intensità di utilizzo, potrebbe essere realizzato interamente nell’area indicata o, qualora gli spazi si rivelassero insufficienti, per mezzo della realizzazione di una strada (già presente come sterrato per i mezzi agricoli) in direzione della statale che porta a Gudo Gambaredo.

In entrambi i casi, la riduzione dell’attraversamento del centro cittadino da parte del traffico pesante sarebbe prevedibilmente consistente con evidenti enormi benefici per la collettività.

Deposito ATM e fermata Metropolitana.

Il deposito ATM non dovrebbe sorgere direttamente sul territorio comunale di Buccinasco, ma nelle sue immediate vicinanze (foto).

Sarebbe opportuno che tale ipotesi venisse vagliata con attenzione mettendo sul piatto della bilancia:

1)   La previsione (o meno) della realizzazione di una fermata della MM4 in grado di servire adeguatamente il territorio di Buccinasco (che si prospetta comunque di difficile e problematica realizzabilità, anche per ragioni economiche).

2)   La discussione in merito alla possibile integrazione tra la MM4 e la linea ferroviaria Milano-Mortara. (MM4 come metropolitana leggera fino ad Abbiategrasso e Mortara sulla falsariga delle linee londinesi): questa soluzione, alternativa alla precedente, comporta la nuova analisi del trasporto urbano leggero di prossimità.

3)   La definizione di una corretta tariffa per il servizio di Trasporto Pubblico Locale, sia esso di superficie sia metropolitano, per il Comune di Buccinasco. Si rende comunque necessaria un’analisi accurata in termini progettuali, considerando:

  1. L’opzione autonoma e svincolata da ATM in forma comunale o coordinata con i comuni confinanti.
  2. L’integrazione compiuta con ATM valutando costi, efficienza e risultati.

Riqualificazione Urbana.

Appare assente un piano di sviluppo sull’aggiornamento qualitativo delle abitazioni che a Buccinasco per quanto riguarda il risparmio energetico sono per oltre l’80% collocate nella categoria inferiore (categorie E, F, G). Questione certamente legata al PGT, sia nel progetto di nuove costruzioni (non vi è traccia specifica al riguardo). Può rivelarsi importante programmare un piano integrato di aggiornamento delle unità immobiliari che consenta di ottimizzare i costi alle singole proprietà e alle numerose villette. Un meccanismo che faccia rendere la costruzione di livello più alto lo standard del nuovo costruito e che sia di orientamento per l’adeguamento delle costruzioni esistenti, iniziando da quelle in condizioni più precarie ed eventualmente nei casi opportuni programmandone il rifacimento.

Manca un piano regolatore che riguarda l’energia e i suoi consumi, a cominciare dalla utenza pubblica che si proponga di ottimizzare, che recuperi e risparmi, che leghi le buone pratiche nei suoi effetti con la tassazione locale, a cominciare dall’IMU.  Una modulazione equilibrata dell’imposta locale può servire da corretto orientamento e stimolo per un percorso che sia programmato verso obiettivi ambientali e di efficienza.

Per i motivi sopra esposti si suggerisce che il PGT sia affiancato da un Piano Regolatore per l’Energia, che non si limiti solo a interventi sull’illuminazione pubblica, ma promuova le coibentazioni possibili nelle ristrutturazioni, con conseguente risparmio energetico, e la produzione di energia da fonti rinnovabili a partire dai pannelli fotovoltaici. In tali ambiti l’amministrazione comunale dovrà fungere da interlocutore-facilitatore dell’incontro tra i condomìni, le soluzioni tecnologiche più convenienti, l’accesso al credito e alle incentivazioni fiscali.

Piste ciclo-pedonali.

I percorsi leggeri a due ruote e pedonali. Sembrano citati per ragioni di stile, qualcosa verrà fatto ma non sembra entro un disegno organico che risponda a esigenze basilari di continuità, di sicurezza, di stazioni di deposito e assistenza.

Senza continuità e sicurezza gli spostamenti agili, ciclo-pedonali, rischiano di rimanere privi di effetto come, nei fatti , risultano essere allo stato attuale. La realizzazione parziale – limitata a piccole aree locali, inframmezzata da interruzioni e transiti stradali pericolosi – scoraggia e demotiva. Un’occasione ancora rimandata: un territorio che al riguardo resta manchevole, frammentato, non valorizzato.

Piano del traffico.

Occorre una sintesi delle proposte: TPL e monopolio ATM. Sono da studiare con cura sistemi di spostamenti alternativi e integrativi quali: soluzioni con punti di raccolta, car sharing, MM4 (e deposito già citati) e svincolo tangenziale. Collegamenti con Milano, Assago (MM2), Corsico (FFSS) e Bisceglie (MM1).

Il sistema della mobilità urbana sembra estraneo al PGT. Tutto sembra dipendente dalla gestione monopolistica di ATM. Manca una visione che integri le strade, i punti di raccolta e parcheggio al fine di consentire un traffico ordinato e sistematico. L’elaborazione è povera, si può dire rassegnata. S’intravede solo qualche debole progetto concernente la MM4, su basi incerte e ben lontane da una definizione compiuta. Manca la richiesta forte per un’integrazione con il sistema Milano Abbiategrasso Mortara, che ridurrebbe impatti pesanti sul territorio ottimizzando i flussi e riducendo i costi e i tempi.

Lavoro e formazione.

Non vi è nulla circa il tema lavoro. Il PGT è uno strumento che costruisce anche il tessuto industriale e delle imprese. Può farlo analizzando l’esistente, identificando la dislocazione dei vari settori produttivi, impostandone una crescita attraverso l’individuazione delle attività organiche che possono essere attratte dalla vicinanza di attività localmente già presenti. Occorre prevedere un mix di agevolazioni e di funzionalità offerte dai servizi complementari.

Non vi è traccia di tutto questo nel PGT, salvo un timido tentativo di un’arteria di transito. Il periodo attuale richiede che il lavoro sia agevolato in ogni modo e sia attratto da una pianificazione attenta. Così si genera nuova occupazione, si irrobustisce quella già presente, si genera  sviluppo.

Non vi è attenzione alcuna sulla formazione e l’istruzione post medie inferiori. Buccinasco con 27mila residenti non ha ancora una scuola media superiore, studiata e ben calibrata: le decisioni non sono solo del Comune, ma certamente la spinta maggiore deve venire dal territorio. Il Comune deve, quindi,farsi promotore in prima persona dei bisogni specifici locali. Eppure questo può essere un altro dei motori che per far crescere la qualità dei giovani che si affacciano al lavoro e inoltre generare specializzazioni utili all’area propria, creando sinergie con le imprese del luogo e vicine. Anche da qui si nota una scarsa attenzione al tema del lavoro e delle nuove generazioni.

Orti.

Tenendo conto del disagio economico-sociale presente e, purtroppo, crescente nel tempo riteniamo utile prevedere di ampliare nel PGT, per quanto possibile, l’offerta di spazi da destinare ad orti attrezzati, in particolare per quanto concerne gli spazi di risulta.

Parco Sud e Expo 2015

Nessun vero rilievo è stato fatto su come valorizzare il patrimonio costituito dal Parco Sud e su quali iniziative o proposte (di recupero, utilizzo e/o ricettività alberghiera) mettere in atto per sfruttare efficacemente l’occasione unica e irripetibile che sarà Expo 2015.

Si rende necessario un piano dello sviluppo compatibile del Parco Sud, che va visto come polmone verde e occasione di contatto con la natura per la Comunità e per il capoluogo. La possibilità di attrarre turismo giornaliero e settimanale deve essere vista come elemento di sviluppo e occasione di crescita anche per le attività di Buccinasco.

Qualche preoccupazione su questo piano appare l’intendimento di delegare totalmente a gestione privata l’importante polmone del lago Santa Maria quando l’insieme privato-pubblico potrebbe ben più e meglio essere occasione d’interesse, di frequenza e di vitalità per il parco, nel più pieno rispetto dell’ambiente e della destinazione agricola.

A nostro avviso l’Expo costituisce una grande occasione economica e sociale per tutta l’area metropolitana milanese. Buccinasco è una delle porte sul Parco Sud ed è parte del sistema dei Navigli Milanesi per questo può cogliere l’occasione PGT-Expo per definire percorsi riservati ciclopedonali di collegamento con Milano-Parco Teramo, con i comuni adiacenti, con il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese. In corrispondenza con l’affaccio sul Naviglio Grande si deve pensare alla costruzione di un ponticello che metta in relazione l’Alzaia, che verrà sistemata, con Buccinasco, i suoi laghetti e i suoi luoghi di aggregazione e ristorazione. In particolare questo deve costituire lo sbocco/relazione con l’area che va dal centro commerciale al Naviglio Grande, la quale può divenire, a costi contenuti, un anfiteatro all’aperto che può ospitare manifestazioni e spettacoli, costituendo un punto di riferimento e ritrovo per le migliaia di persone che usano l’Alzaia a piedi e in bicicletta, che diverranno centinaia di migliaia con l’Expo.

Il recupero dei capannoni dismessi può trovare soluzioni edilizie che nell’immediato possono essere funzionali all’ospitalità per l’Expo, per poi divenire Housing Sociale per consentire lo svolgimento di una vita autonoma a tutti coloro, in particolare le giovani coppie di Buccinasco che, stante la perdurante crisi del mercato del lavoro e i sempre più lunghi periodi di precariato da cui discende la limitazione nell’accesso al credito, non potrebbero permettersi l’immediato accesso al mercato immobiliare. Così gli spazi sociali possibili con il PGT possono diventare luoghi che ospitano iniziative dell’agenda Expo.

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Consiglio Comunale del 27 novembre 2012

26 novembre 2012 alle 13:09 | Pubblicato su comunicati, consiglio comunale | 2 commenti
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INTERPELLANZA A CARATTERE URGENTE CON RISPOSTA SCRITTA

CONSIDERATO  

      • che la questione del trasporto pubblico della conurbazione Sud-Ovest Milanese e la sua relazione di contiguità con la città di Milano è cruciale tanto per l’organizzazione dell’area metropolitana, quanto per la sua efficacia economica e per la qualità dell’aria
      • che la natura radiale dell’assetto metropolitano e la sostanziale unità urbanistica dei comuni di cintura richiedono indirizzi e modalità coerenti per il trasporto pubblico e le sue tariffe
      • che il Comune di Milano ha inoltrato il 29 Agosto 2012 il “testo definitivo di una convenzione per la gestione di trasporto pubblico per area urbana”;
      • che il “testo definitivo” della convenzione impegna il Comune al pagamento di un importo complessivo di € 1.605.390,47 per il periodo dal 02 05 2010 al 01 05 2017;
      • che nel contesto di questa convenzione la Regione Lombardia partecipa con propri contributi sulle linee 321 e 351 con un importo ulteriore pari a 2,28 euro Vett/km a formare un totale € 1.470.242,04;
      • che il “testo definitivo” di convenzione è stato esaminato in sede di giunta regionale e approvato il 20 Settembre 2012;
      • che il Consiglio Comunale non ha discusso la questione e che nel mese di luglio è stato costituito, dall’assessore delegato informandone il Consiglio,  un gruppo di lavoro di cui fanno parte i consiglieri comunali, i cittadini e i rappresentanti di comitati ;

I CONSIGLIERI DELLA COALIZIONE CIVICA CHIEDONO AL SINDACO  E ALL’ASSESSORE PRUITI:

      • QUALI MOTIVAZIONI HANNO PORTATO LA GIUNTA AD APPROVARE LA CONVENZIONE?
      • QUALE EFFICACIA NEGOZIALE SUL MERITO DELLA CONVENZIONE SI RITIENE POSSIBILE AVENDOLA GIA RATIFICATA?
      • QUALI RELAZIONI SONO STATE MESSE IN ATTO CON I COMUNI DELLA CONURBAZIONE SUD-OVEST, CON MILANO E CON LA REGIONE, PER UNA POLITICA CONDIVISA E UNA NEGOZIAZIONE  COMUNE CON ATM ?
      • SE NON RITENGONO NECESSARIA, PER LA CRUCIALITA’ DELLA QUESTIONE E PER L’IMPEGNO FINANZIARIO RELATIVO, CHE IL CONSIGLIO COMUNALE  DISCUTA IL TESTO DEFINITIVO, GIA’ APPROVATO, I PUNTI DI MERITO DELLA NEGOZIAZIONE DA ATTIVARE E LE RELAZIONI ATTIVATE CON LE ALTRE AMMINISTRAZIONI, AL FINE DI OTTENERE UN’OTTIMIZZAZIONE DEI KM ATTUALMENTE GESTITI DALLA RETE, PER CONSENTIRE UN MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO OFFERTO AI CITTADINISENTITO L’ASSESSORE PRUITI ANCHE ALLA LUCE DEL GRUPPO DI LAVORO?

FIORELLO CORTIANA E FILIPPO ERRANTE

Parco Sud: mai più deroghe?

19 novembre 2012 alle 10:59 | Pubblicato su commenti, comunicati | 3 commenti
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Qualche mese fa abbiamo riportato l’approvazione, con voto favorevole anche del Sindaco di Buccinasco, dell’ennesimo stralcio di 100.000 mq di Parco Sud per la variante di Vignate (VEDI).

Siamo stati rimproverati per polemiche inutili e strumentali dal Sindaco che, in un’intervento su un periodico locale (VEDI), afferma:

Mai più deroghe al Parco Sud se non in una cornice di regole e norme profondamente rivisitate in tempi brevi, per coniugare efficacemente integrità territoriale del Parco ed esigenze di sviluppo sostenibile del territorio.[…]Proprio per questo la votazione della delibera/deroga di Vignate è stata preceduta da un ordine del giorno che esprime l’impegno dei sindaci a mettere un po’ d’ordine sulle regole sollecitando la redazione di un documento programmatico che ponga numerosi e precisi vincoli, che renda impossibili le letture equivoche e fuorvianti. E, nel frattempo, non concedere nessun’altra deroga, seppur motivata.

Il frattempo è durato poco… Il Direttivo del Parco Sud (non l’assemblea dei Sindaci, per la verità) lo scorso 22 ottobre (VEDI) si è pronunciato a favore del progetto per la realizzazione di un grande outlet sul territorio di Locate di Triulzi. Il progetto in questione prevede lo stralcio di oltre 100.000 mq di Parco! Ancora!?

Eppure di alternative ce ne sarebbero: come è stato evidenziato in un commento su Città Ideale (VEDI), confermato da un altro articolo sul sito dell’Associazione per il Parco Sud (VEDI), si potrebbe riutilizzare l’area del centro il Girasole, a Lacchiarella, distante pochi chilometri da Locate, degnamente servita (c’è l’uscita autostradale di Binasco a breve distanza) e di ampiezza più che sufficiente per ospitare la nuova struttura (650.000 mq). Perché dover rinunciare a un altro pezzo di Parco che sarà perduto per sempre?

Sarebbe opportuno che questo genere di progetti venisse gestito in un’ottica sovra-comunale (non dovrebbe essere questa la funzione dell’Ente Parco?) con criteri compensativi che rendano meno appetibile per i vari Sindaci e per le comunità locali il dover rinunciare a una parte di verde che è patrimonio di tutti! Riutilizzo delle aree dismesse o sotto-utilizzate e non consumo “inutile” di nuovo suolo: questa dovrebbero essere le linee guida del futuro.

Auguriamoci di cuore che si possa intervenire per correggere questa stortura e di non dover assistere all’ennesimo proclama che questa sarà l’ultima volta … fino alla prossima variante! 

Città Metropolitana, Trasporto Pubblico Locale e piani del traffico

6 novembre 2012 alle 10:01 | Pubblicato su commenti | 1 commento
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Facendo seguito all’incontro organizzato da Coalizione Civica sugli argomenti citati, riprendiamo il discorso della Città Metropolitana segnalando che a breve sarà disponibile, anche on-line, una petizione sulla rete del trasporto pubblico nel Sud-Ovest, con particolare riferimento al raddoppio della linea Milano-Mortara.

L’iniziativa è seguita dall’Associazione Zyme di Abbiategrasso che ha partecipato alla nostra serata. Sarebbe bello che la nuova città metropolitana si dotasse di linee di collegamento “metropolitano“, scusate la ripetizione, in stile ferroviario come quelle di Londra, ad esempio.

Segnaliamo, inoltre, che in questi giorni è in discussione una nuova richiesta di sospensiva al Consiglio di Stato contro l’Area C. Anche il Comune di Basiglio e quello di Assago hanno presentato un ricorso al TAR contro l’Area C, accusata di scaricare sui comuni dell’hinterland gli oneri dei servizi di chi non può più permettersi di raggiungere il posto di lavoro in auto.

Non è stato risolto né il problema del Piano del traffico né quello del Piano della mobilità con i Comuni dell’hinterland di prima e seconda fascia, a dimostrazione del fatto che si parla tanto di città metropolitana, ma a Palazzo Marino ci sono serie difficoltà a vedere oltre i confini del proprio feudo.

Chi volesse leggere l’articolo completo lo troverà qui.

E a Buccinasco cosa ne pensa la nostra Amministrazione?

PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO – AVVISO DI DEPOSITO

6 novembre 2012 alle 09:52 | Pubblicato su comunicati | Lascia un commento
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Si rende noto che la bozza del Documento di Piano del Piano di Governo del Territorio del Comune di Buccinasco unitamente alla bozza del Rapporto Ambientale e alla bozza della Sintesi non tecnica sono depositati presso la Segreteria generale sita presso il Comune di Buccinasco, via Roma n. 2, in libera visione fino al 30/11/2012 e pubblicati sul sito istituzionale in allegato.

Chiunque ne abbia interesse, anche per la tutela degli interessi diffusi, può presentare suggerimenti e proposte entro la scadenza del 30/11/2012. Tali osservazioni vanno presentate in forma scritta e dovranno essere indirizzate a:

Comune di Buccinasco
Ufficio di Piano – PGT
Via Roma, 2
20090 Buccinasco (Milano)
e pervenire all’Ufficio Protocollo – Comune di Buccinasco

Clicca qui per leggere l’Avviso di deposito.

I documenti sono presenti sul sito del Comune

Bozza Documento di Piano

Bozza rapporto Ambientale

Bozza Sintesi non tecnica

Regole: dalla forma alla sostanza nella ricerca del Bene Comune.

4 novembre 2012 alle 20:45 | Pubblicato su commenti | 10 commenti
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Si parlerà di appalti, regole e trasparenza. L’articolo nella sua dimensione generale era già previsto e, giacché un recente articolo pubblicato sul sito del nostro Vice Sindaco mi tira personalmente in ballo, ho ritenuto opportuno integrarlo con una serie di precisazioni di risposta.

Quando ciascuno di noi decide di fare un acquisto si regola come meglio crede; se commette un errore o fa una fesseria, i soldi sono i suoi. Per le Pubbliche Amministrazioni è diverso. I soldi sono i nostri e, quindi, si è ritenuto opportuno fissare regole precise da seguire.
In linea generale i criteri per la scelta della procedura da seguire sono:

– il criterio generale espresso è quello secondo il quale i contratti si aggiudicano mediante procedura aperta o ristretta; tali procedure sono definite procedure ordinarie;
– il dialogo competitivo e le procedure negoziate sono procedure aventi, per un verso, carattere eccezionale, perché è possibile ricorrere alle medesime solo nei casi ed alle condizioni espressamente previste e, per altro verso, facoltativo, perché la stazione appaltante può, ma non deve necessariamente, ricorrere alle medesime.

(Guida pratica per i contratti pubblici di servizi e forniture)
Vengono poi elencate altre modalità particolari (accordi quadro, convenzioni etc.). Facciamo un esempio pratico. Se mi si rompe la cucitrice, esco da casa, vado nella prima cartoleria e ne compro una. Questo a livello privato: la Pubblica Amministrazione, come abbiamo detto, deve muoversi all’interno del sistema delle regole, ma sarebbe una follia che ci fosse un’unica modalità operativa che la costringesse a seguire una procedura del costo di molte migliaia di euro a fronte di ipotetici risparmi di qualche centesimo. Vengono quindi individuate più modalità operative tra le quali scegliere:

La scelta della stazione appaltante dipenderà, oltre che dal ricorrere delle condizioni alle quali determinate procedure possono essere espletate, anche da un’analisi dei costi e dei benefici relativi a ciascuna procedura, intesi non solo come maggiori o minori oneri economici, ma pure come maggiore o minore impiego di risorse umane e di tempo.

(Guida pratica per i contratti pubblici di servizi e forniture)

Diciamo che per evitare potenziali abusi nell’utilizzo delle procedure non ordinarie, la legge fissa comunque dei limiti precisi al di sopra dei quali la discrezionalità viene via via ridotta. Per alcune tipologie di procedure, non interessa entrare nel dettaglio, ci si ferma, ad esempio, a 100.000 euro, per altre si arriva a 1 milione o anche più. Il problema, a mio avviso, è che le leggi sono decise a livello centrale: per una città come Milano un milione di euro può essere una soglia ragionevole, ma per un comune di 3.000 abitanti potrebbe rappresentare una cifra enorme e sporporzionata. La legge, tuttavia non dice che si deve utilizzare una procedura speciale, ma solo che si può.

Secondo la mia modesta opinione, potrebbe avere senso che ogni realtà locale, in base alla popolazione, il bilancio e i fabbisogni abituali, decidesse autonomamente di limitare ulteriormente la discrezionalità, ma questo è un discorso abbastanza complesso che coinvolge la struttura stessa della PA, la divisione delle competenze stabilita dal TUEL e che esula dalle finalità del presente articolo.

In definitiva la scelta delle modalità operative e delle procedure da seguire avviene sempre nella labile ricerca del miglior compromesso tra efficacia ed efficienza. Tuttavia il sistema delle regole, per quanto recentemente semplificato grazie alla creazione del Codice degli Appalti, risulta comunque complesso e cavilloso. Le norme si intrecciano, si sovrappongono, le modifiche danno luogo a interpretazioni dubbie e di non facile soluzione col risultato che, troppo spesso, le regole che dovrebbero proteggere l’interesse Comune finiscono con l’essere fonte di guai, ritardi e costi aggiuntivi per tutta la collettività.

Le recenti vicissitudini relative all’appalto per il “verde” proprio qui a Buccinasco ne rappresentano, ahimè, un esempio emblematico. L’Amministrazione in carica (Cereda se non erro, ma non è questo il fatto rilevante) indice una gara per l’assegnazione del servizio. La gara si conclude, ma il risultato viene impugnato davanti al TAR che l’annulla. Successivamente viene nominato (da un giudice) un commissario ad acta che dovrà occuparsi di indire una nuova gara. La gara si svolge, si conclude e l’appalto viene assegnato, ma anche in questo caso c’è un ricorso al TAR che annulla tutto. E si riparte. Nel frattempo il Comune viene commissariato. Si procede, dunque, con la terza gara, gestita dal commissario ad acta, mentre a capo del Comune c’è un Commissario Prefettizio. La gara si conclude, l’appalto viene assegnato, ma, indovinate, c’è un ricorso al TAR che, manco a dirlo, accoglie le istanze del ricorrente (se non ricordo male il ricorso è stato poi impugnato davanti al Consiglio di Stato che lo ha riformato, ma è un dettaglio).

Insomma, il Comune, questo è il fatto rilevante che a noi interessa evidenziare, per anni si è trovato nell’impossibilità di affidare l’appalto, ha speso molti soldi per le procedure di gara (se non altro come costi opportunità) e per le spese legali e per i servizi che, pro tempore, ha comunque dovuto garantire. Ha senso tutto ciò? Questo è l’interrogativo. Un caso? Direi di no: di recente il Commissario ha indetto una gara per il servizio di pulizie e anche questa è stata impugnata davanti al TAR, che per ora ha rigettato, ma che dovrebbe essere all’esame del Consiglio di Stato. Visto che i ricorsi comunque costano uno li presenta se pensa di avere ragione e, a mio avviso, più la legislazione è complessa, più e probabile che uno possa trovare degli appigli per un ricorso. L’ipotesi è quella di ragionare su un piano diverso, con meno regole, più chiare, maggiore discrezionalità e, allo stesso tempo, controlli più serrati e maggiore responsabilizzazione delle figure chiave. Anche perché le regole, è noto, si possono seguire nella forma, ma disattendere nella sostanza e, alla fine, un sistema di regole intricate potrebbe non rappresentare un vero vantaggio, ma un costo per la collettività.

Veniamo all’articolo del Vice Sindaco: in primo luogo sorprende che il Vice Sindaco si scagli con tanta veemenza su un articolo pubblicato su Città Ideale e non si sforzi di dare una risposta a un altro articolo apparso, sempre su Città Ideale, il giorno prima in cui gli si chiedeva conto della sua promessa elettorale di dimettersi (VEDI). Diciamo che i sei mesi non sono ancora scaduti e se ne riparlerà alla fine del mese.

Benché reputi i toni del Vice Sindaco volgari e non consoni a un contraddittorio civile, non è mia abitudine sfuggire al confronto e scendere sul terreno dello scontro, per cui le mie osservazioni rimarranno, per quanto possibile in base ai documenti disponibili, nel merito delle questioni.

Devo, però, fare una doverosa precisazione. Nell’articolo del Vice Sindaco si riporta testualmente (VEDI):

Ma che bravi questi signori che si augurano che il Comune soccomba in Tribunale, forse non hanno ancora capito che il Comune siamo noi TUTTI e tutti poi paghiamo i danni!

Questa affermazione è palesemente contraria alla verità dei fatti oltre che infamante e diffamatoria! Basta leggere l’articolo su Città Ideale (VEDI). Noi ci auguriamo esattamente il contrario, anzi lamentiamo che, in generale (come ho spiegato prima), la complessità della materia sfoci troppo spesso in contenziosi con conseguenti disagi e costi per la comunità! Per il momento concedo al Vice Sindaco l’attenuante dell’eccesso di zuccheri dovuto ai dolcetti di Halloween e mi attendo una sua puntuale precisazione. Se non altro per il ruolo che ricopre.

Entriamo ora nel merito della questione: il tutto nasce da alcune perplessità pubblicate su Città Ideale a proposito di un recente appalto sulla manutenzione delle strade. In realtà gli interrogativi e i dubbi sollevati da quello che il Vice Sindaco chiama ”l’amico immaginario”, sono serviti come spunto per un articolo e per un mio commento che ben poco hanno a che fare con l’appalto in questione. Si ragionava, si abbozzava un ragionamneto, più in generale sulle migliori modalità per gestire gli appalti con efficacia ed efficienza.

La materia è, come detto, complessa, articolata e cavillosa. Come sempre rimanderò con dei link ai documenti ufficiali. Cercherò di non esagerare, ma sforzatevi di vincere la noia e provate a leggerli: comprenderete immediatamente quanto le cose si possano complicare. Altra doverosa premessa: la documentazione relativa alla procedura di gara, gli allegati e via discorrendo non sono resi pubblici sul sito del Comune, sul quale si trovano solo le delibere o le determine prive di allegati (ah, la trasparenza!). Non è quindi possibile esprimere un giudizio compiuto sui vari passaggi, ma solo fare ragionamenti di carattere generale, esprimere degli interrogativi sulle modalità operative o fare valutazioni di opportunità e, naturalmente, analizzare l’atteggiamento e le affermazioni del Vice Sindaco.

Veniamo finalmente al dunque: il nostro lettore esprime dei dubbi sulla procedura, dopo aver letto i documenti sul sito del Comune (li cita anche per un effettivo riscontro). La prima lamentela riguarda i termini della procedura: la determina è del 1° di agosto (la n. 536) e i termini per la chiusura della procedura sono fissati al 28 di agosto (VEDI). Inveisce il Vice Sindaco, riportando prima l’interrogativo del lettore e poi la sua “risposta”:

1) Sembra ridicolo convocare 18 ditte con una delibera del 1° di agosto e con termine della gara il 28 agosto! Risultato sono pervenute solo 9 offerte. Anche troppe, visto il periodo!
risposta: insediati al 1 giugno ==> trovati i soldi a fine giugno ==> Determina di indizione gara trasmessa ad Ufficio Ragioneria il 10/07/2012. DT pubblicata il01/08/2012. Il Servizio LL.PP. e Manutenzioni ha fatto il possibile. Dovevamo rinunciare, lasciare la città conciata male e andarcene in ferie?

Rinunciare e andare in vacanza? Certo che no, ma visto che in agosto le ferie avrebbero potuto condizionare alcune delle imprese, sarebbe bastato, a mio modesto avviso, allargare il termine al 15 di settembre. Sembra una cosa ragionevole, o no? In ogni caso la lamentela del lettore verteva sul fatto che le offerte pervenute fossero solo 9 su 18 richieste di partecipazione (che il periodo indicato possa aver avuto un ruolo?). Più offerte avrebbero voluto dire più possibilità di scelta, di confronto e, perché no, di spuntare condizioni migliori. Fa schifo? Ci dobbiamo scandalizzare? Io no, si scandalizza il Vice Sindaco: problema suo. Non ci si venga a raccontare che quei 15 giorni avrebbero inficiato la procedura, visto che, ne riparleremo più avanti, si è fatta una variante in data 19 ottobre. Come detto sul sito del Comune è disponibile solo la determina e mancano tutti gli allegati (ah, la trasparenza!).

2) Nel documento non c’è traccia dell’offerta della ditta Ronzoni, che pure figura tra l’elenco dei plichi pervenuti. Per cui da 9 ne restano 8.
risposta: Balle ! Nel verbale c’è tutto! clicca QUI 50 Kb pdf ; trasmesso a tutti i partecipanti ed a disposizione, di chiunque ne avesse fatta richiesta. Qui vi sono le motivazioni per cui da 9 si passa a 8. Vi è una evidente ignoranza dei fatti, bastava leggersi il verbale! (ma lo scopo non è quello di conoscere i fatti vero? Lo scopo è sempre quello di aggiungere altra merda che poi noi dobbiamo spalare via).

Per la verità il lettore aveva messo il link al documento presente sul sito del Comune (VEDI), e come si potrà chiaramente riscontrare leggendo tale documento non vi è traccia delle motivazioni, anzi non si dice nemmeno che la ditta Ronzoni è stata esclusa; semplicemente non la si riporta tra le offerte. Infatti, il link che il Vice Sindaco pubblica rimanda a un documento presente sul suo sito e non ufficialmente disponibile sul sito del Comune (ah, la trasparenza!). In ogni caso il lettore si limita a osservare che sul documento non c’è traccia dell’offerta della ditta Ronzoni e che, pertanto, il confronto è stato fatto su otto partecipanti e non su nove. Quella che viene rilevata è una situazione oggettiva, neutra, senza giudizi di merito. Incuriosisce la reazione del Vice Sindaco che appare del tutto sproporzionata e, anche in questo caso, contraria alla realtà dei fatti. Che nel documento pubblicato sul sito del Comune l’offerta della ditta Ronzoni non compaia è innegabilmente vero! E infatti è stata esclusa. Dove starebbe la “balla”?
Prendiamo atto che, in base al verbale di gara non pubblicato sul sito (ah, la trasparenza!), la ditta Ronzoni, che è stata invitata a partecipare alla procedura dal Comune, è stata successivamente esclusa per una non meglio specificata causa di esclusione sancita dall’art. 38 del Codice degli Appalti. Quindi da 9 ne restano 8: è vero, lo conferma il Vice Sindaco.

Quindi l’analisi, chiamiamola così, del Vice Sindaco continua:

3) Essendo il ribasso (45,68%) decisamente fuori dai parametri (soglia di anomalia, sulla base dei numeri riportati e senza la ditta Ronzoni, di circa il 29%) e non risultando fatte ulteriori verifiche per accertare che i requisiti fossero rispettati, temo che l’appalto possa essere impugnato. Se qualcuno dovesse ricorrere al TAR pagheremo. I termini per il ricorso potrebbero non essere ancora scaduti.
risposta: Questa è una “Procedura negoziata”. Non c’è verifica ed esclusione automatica della soglia anomala, sono state verificate TUTTE le credenziali per la stipula del contratto (DURC, DVRI, camerale, certificato antimafia ecc….).
Ma che bravi questi signori che si augurano che il Comune soccomba in Tribunale, forse non hanno ancora capito che il Comune siamo noi TUTTI e tutti poi paghiamo i danni! Non sono contenti dello sconto del 45,68%, volevano che pagassimo di più! Così poi si è costretti ad aumentare l’IMU e le altre tasse locali vero?

Qui la situazione si complica ed è necessario dare qualche riferimento normativo.
Cominciamo col definire cosa sia il criterio del prezzo più basso (contrapposto a quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa), cosa sia la soglia di anomalia e perché sia importante (nell’interesse del Bene Comune) e, infine, cosa sia una procedura negoziata.

Il criterio del prezzo più basso (art. 82 codice appalti) è semplice e intuitivo e altro non è che il prezzo più basso, espresso in termini unitari o come ribasso, tra quelli presentati. Occorre osservare che il sistema delle regole impone tutta una serie di vincoli che non sempre possono portare al risultato migliore. E’ uno dei famosi compromessi. Le aziende, quando i prodotti sono indifferenziati, non potendo puntare solo sul prezzo spesso competono su altre caratteristiche come i servizi aggiuntivi, le estensioni di garanzia e via discorrendo. Tutto questo può essere (agevolmente) valutato dal privato, ma risulta estremamente complicato e a volte impossibile (perché vietato) dal sistema delle regole.

Non altrettanto intuitivo è il discorso che riguarda le offerte anomale. Il motivo per il quale si procede con tale verifica è ben spiegato qui:

L’amministrazione aggiudicatrice, infatti, ha interesse non solo a contrarre con chi formula la migliore offerta sotto un profilo sia qualitativo sia quantitativo, ma anche e soprattutto ad ottenere una prestazione che sia aderente a quella promessa in sede di offerta per quanto attiene all’effettiva esecuzione della stessa, alle caratteristiche esposte ed ai tempi di realizzazione.
La finalità della verifica dell’anomalia dell’offerta, pertanto, è quella di evitare che offerte troppo basse espongano l’amministrazione al rischio di esecuzione della prestazione in modo irregolare e qualitativamente inferiore a quella richiesta […].

La verifica, quindi, viene ritenuta opportuna non perché si vuole spendere di più e aumentare l’IMU, ma per tutelare il Bene Comune.

Quando un’offerta può essere ritenuta anomala. In questo caso ci viene in soccorso il codice degli appalti che, all’art. 86, descrive una procedura un po’ articolata per scoprire la soglia al di sopra della quale scatta il campanello d’allarme. A quel punto, semplificando il discorso, si aprono due strade: se previsto nel bando di gara (e a patto che il numero di offerte pervenute lo consenta) le offerte eccessivamente basse sono scartate, in caso contrario occorre procedere con una loro verifica di congruità. In poche parole si esegue un’attenta verifica di tutti i parametri per essere certi che l’offerta rispetti i necessari requisiti di qualità.
La questione è di fondamentale importanza per cui si legittima la Pubblica Amministrazione, non solo a sottoporre a verifica le offerte oltre soglia, ma anche tutte quelle “offerte che, pur collocandosi sotto soglia, appaiano non di meno sospette” (VEDI):

Secondo la giurisprudenza comunitaria, il sistema legislativo italiano, ­ che àncora l’attivazione del procedimento di verifica di anomalia ad un calcolo matematico automatico, imponendo alle stazioni appaltanti di sottoporre a verifica tutte le offerte che eguagliano o superano la soglia di anomalia ­, è legittimo solo a condizione che sia fatto salvo il potere delle stazioni appaltanti di sottoporre a verifica anche offerte che, pur collocandosi al di sotto della soglia di anomalia, appaiano ciò non di meno sospette (C. giust. CE 27 novembre 2001, CC­285­286/99). In tal senso dispone ora espressamente il codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 163/2006), secondo cui <> (art. 86, co. 3). Per ragioni di economia dei mezzi giuridici e per evitare arbitrii delle stazioni appaltanti, per attivare la verifica di anomalia facoltativa occorre che vi sia un fumus, un sospetto di anomalia, sulla base di elementi specifici. Nel caso di specie, il sospetto di anomalia emergeva sulla base di uno specifico elemento, il carattere elevato della percentuale di ribasso offerto, pari a oltre il 46%. Ed è sulla base di tale specifico elemento, di per sé solo necessario e sufficiente, che è puntualmente motivata la decisione della commissione di gara di sottoporre l’offerta a verifica di anomalia .

Il nostro lettore, quindi, ha rilevato che dai documenti presenti sul sito del Comune non sembra essere stata fatta alcuna verifica e si augura che questo fatto possa non dare origine a un qualche ricorso. Quello che deve essere chiaro è che la verifica è uno strumento a tutela delle pubbliche amministrazioni, non il contrario! Il Vice Sindaco, tanto per cambiare, travisa vedendo quello che non c’è e sbotta: “Non c’è verifica ed esclusione automatica…”! Non c’è l’esclusione automatica, su questo siamo d’accordo, ma dove ha visto parlare di esclusione automatica il Vice Sindaco? Mah?! Per il resto, invece, conferma che il nostro lettore aveva ragione: di verifiche di congruità non ne sono state fatte! Diciamo che, senza entrare nel merito della vicenda particolare, a mio avviso, dovrebbero essere sempre fatte, proprio a tutela del Bene Comune: contrariamente a quanto sembra affermare il Vice Sindaco, le verifiche non sono incompatibili con le procedure negoziate ex art. 122. Infatti tale articolo, al comma 9, recita testualmente (VEDI):

Art. 122.
Disciplina specifica per i contratti di lavori pubblici sotto soglia (art. 29, legge n. 109/1994;
articoli 79, 80, 81, decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999)
9. Per lavori d’importo inferiore o pari a 1 milione di euro, quando il criterio di aggiudicazione e’ quello del prezzo piu’ basso, la stazione appaltante puo’ prevedere nel bando l’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi dell’art. 86; in tal caso non si applica l’art. 87, comma 1. Comunque la facolta’ di esclusione automatica non e’ esercitabile quando il numero delle offerte ammesse e’ inferiore a dieci; in tal caso si applica l’art. 86, comma 3.

Il tutto a tutela del Bene Comune! Il Vice Sindaco non la pensa così e ne prendo atto. Ne approfitto per fare un altro piccolo rimando normativo, tanto per rimanere in tema di complessità (VEDI), sulla procedura negoziata, evidenziando un passaggio significativo:

L’obbligo di motivazione per il ricorso alla procedura negoziata ex art. 122, comma 7, Codice
A riguardo si ribadisce […] l’obbligo per la stazione appaltante di fornire, nella delibera a contrarre, una spiegazione delle ragioni che l’hanno indotta ad optare per l’adozione della procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara… (AVCP Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici)

Oppure (VEDI):

L’autorità ritiene, poi, che la delibera a contrarre, deve essere motivata la scelta di procedere all’affidamento tramite la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando, non essendo sufficiente la sterile ripetizione dei presupposti indicati negli artt. 56 e 57 del Codice. (Gazzetta Amministrativa)

Tutti ciò in considerazione del fatto che la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara non è considerata la prassi normale. E’ una possibilità offerta alla Pubblica Amministrazione che sta via via prendendo sempre più piede allo scopo di semplificare la gestione degli appalti e di velocizzare le procedure, ma rimane una procedura “speciale” che andrebbe “sempre” motivata.

Non è mio interesse, in questa sede, fare valutazioni di merito su questo o quel punto dell’appalto, anche perché non essendo disponibili tutti i documenti non mi sarebbe nemmeno possibile. Analizzare, però, i documenti disponibili in termini generali, se non altro per lamentare la scarsa trasparenza (che potrebbe, forse, dissipare molti dubbi), questo lo si può fare, con buona pace del Vice Sindaco. Si adoperi per rendere accessibile sul sito tutta la documentazione se non vuole perdere tempo a rispondere alle perplessità che, legittimamente in base alla documentazione resa disponibile, vengono sollevate (ah, la trasparenza!).

Discorso a parte merita la filippica riguardante la variazione effettuata in data 19 ottobre. Su questo il nostro lettore è stato impreciso: l’aumento risulta del 18,26% e non di circa il 20%; lo possiamo scusare? Vediamo come descrive il tutto il Vice Sindaco:

E ancora… ci accusano di aver aumentato del 20% l’appalto in corso d’opera! Come dire:avete fatto di più spendendo gli stessi soldi ?! Male ! Infatti, grazie al ribasso d’asta, avendo comunque impegnato una certa cifra e verificato che ci sono altre strade che necessitavano un intervento (e ce ne sarebbero molte altre)… che abbiamo fatto? LE ABBIAMO ASFALTATE !!! QUINDI PIU’ STRADE ASFALTATE A COSTO MINORE PER LA COMUNITA’ ! Ovvio che non potevamo sapere prima che ci sarebbe stato un risparmio dovuto allo sconto, ma perchè non approfittarne in corso d’opera?????

Ancora una volta dobbiamo constatare che il lettore ha detto la verità: c’è stata una modifica del procedimento in corso d’opera con un aumento del 18,26% (ok, è stato impreciso, ha detto circa il 20%). Analizziamo per prima cosa il documento ufficiale del Comune (VEDI):

DATO ATTO che nel corso dei sopralluoghi effettuati durante l’esecuzione dei lavori si è riscontrato uno stato di degrado elevato, che non era stato rilevato durante la redazione degli elaborati del progetto esecutivo;
CONSIDERATO che occorre procedere alla redazione di una perizia suppletiva di variante ai lavori dei manti stradali di:
− Via Scarlatti
− Vicolo Faenza
− Via Resistenza (parte)
poichè in condizioni tali da pregiudicare la sicurezza del transito veicolare.;
VISTO il DPR 207/2010 art. 311 c. 2 lett. b) e c) e c. 2;

Cosa dice il DPR 207/2010? (VEDI)

Art. 311 Varianti introdotte dalla stazione appaltante
1. La stazione appaltante non può richiedere alcuna variazione ai contratti stipulati, se non nei casi di seguito previsti.
2. Ai sensi di quanto previsto dallʹarticolo 114, comma 2, del codice, la stazione appaltante può ammettere variazioni al contratto nei seguenti casi:
a) per esigenze derivanti da sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari;
b) per cause impreviste e imprevedibili accertate dal responsabile del procedimento o per lʹintervenuta possibilità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento in cui ha avuto inizio la procedura di selezione del contraente, che possono determinare, senza aumento di costo, significativi miglioramenti nella qualità delle prestazioni eseguite;
c) per la presenza di eventi inerenti alla natura e alla specificità dei beni o dei luoghi sui quali si interviene, verificatisi nel corso di esecuzione del contratto.
3. Sono inoltre ammesse, nellʹesclusivo interesse della stazione appaltante, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento o alla migliore funzionalità delle prestazioni oggetto del contratto, a condizione che tali varianti non comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della stipula del contratto. Lʹimporto in aumento o in diminuzione relativo a tali varianti non può superare il cinque per cento dellʹimporto originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per lʹesecuzione della prestazione. Le varianti di cui al presente comma sono approvate dal responsabile del procedimento ovvero dal soggetto competente secondo lʹordinamento della singola stazione appaltante.
4. Nei casi previsti al comma 2, la stazione appaltante può chiedere allʹesecutore una variazione in aumento o in diminuzione delle prestazioni fino a concorrenza di un quinto del prezzo complessivo previsto dal contratto che lʹesecutore é tenuto ad eseguire, previa sottoscrizione di un atto di sottomissione, agli stessi patti, prezzi e condizioni del contratto originario senza diritto ad alcuna indennità ad eccezione del corrispettivo relativo alle nuove prestazioni. Nel caso in cui la variazioni superi tale limite, la stazione appaltante procede alla stipula di un atto aggiuntivo al contratto principale dopo aver acquisito il consenso dellʹesecutore.
5. Lʹesecutore é obbligato ad assoggettarsi alle variazioni di cui ai commi 2 e 3, alle stesse condizioni previste dal contratto.
6. In ogni caso lʹesecutore ha lʹobbligo di eseguire tutte quelle variazioni di carattere non sostanziale che siano ritenute opportune dalla stazione appaltante e che il direttore dellʹesecuzione del contratto abbia ordinato, a condizione che non mutino sostanzialmente la natura delle attività oggetto del contratto e non comportino a carico dellʹesecutore maggiori oneri.

Probabilmente nel documento c’è un refuso e si fa riferimento al comma 4 e non al comma 2 (sarebbe una ripetizione). Quindi il limite della variazione è fissato per legge, comma 4 appunto, al massimo al 20% (un quinto)!
Quale degrado può essersi verificato nei mesi estivi? Il dubbio sembrava legittimo. In realtà, in base a quanto racconta il Vice Sindaco, le cose non stanno esattamente così: abbiamo conseguito un certo risparmio e abbiamo pensato di allargare l’intervento ad altre strade, ecco cosa ci racconta il Vice Sindaco.
Si tratta quindi di causa impreviste e imprevedibili e verificatesi nel corso dell’esecuzione del contratto come recita il comma 2 alle lettere “b” e “c” e come riporta il documento ufficiale o, come ci racconta il Vice Sindaco, si è conseguito un risparmio e si è deciso di fare altri lavori? Sono quasi certo che, almeno su questo punto specifico, verrà fatto uno sforzo per comporre l’apparente dicotomia. Anche perché mi viene il dubbio che se fosse semplicemente come ci ha raccontato il Vice Sindaco e cioè che, avendo conseguito un risparmio, si è optato per fare nuove e diverse opere, forse si sarebbe dovuta fare una nuova gara (procedura) e, per il principio di rotazione, escludere la ditta che aveva appena vinto l’appalto precedente, o no? Si sarà espresso male il Vice Sindaco? Siamo noi più realisti del re?

Riporto, a titolo meramente esemplificativo e con valori approssimati un calcolo:

Importo (base d’asta)  € 500.000,00
Ribasso  € 228.150,00 45,63%
Importo lavori  € 271.850,00
Oneri Sicurezza  € 10.146,16
Costi Sicurezza  € 8.960,09
Totale  € 290.956,25
Spese tecniche 2%  € 5.819,12
Imprevisti 5%  € 14.547,81
IVA 21%  € 61.100,81
Totale  € 372.424,00
Avanzo  € 27.576,00
Somme disp.  € 400.000,00

Per cui è vero, si poteva fare molto di più! Ci si poteva quasi spingere al raddoppio delle opere preventivate: i fondi sarebbero bastati. Dal momento che, per stessa ammissione del Vice Sindaco, ce ne sarebbe stata anche la necessità (“e ce ne sarebbero molte altre) perché non l’hanno fatto? Mah? Bisognerebbe chiederlo a loro. Certo, non avrebbero potuto farlo semplicemente utilizzando la variante in corso d’opera sopra menzionata. Le due gare avrebbero potute essere viste come un frazionamento forzoso e accorpate nella determinazione delle soglie; non potrei escluderlo. Di certo non la soglia dettata dal comma 7 dell’articolo 122 che ormai è stata elevata a un milione. Anche il numero di ditte coinvolte (18 invitate) sarebbe stato compatibile con un appalto sopra i 500.000 di base che prevede almeno 10 ditte.

Mi è stato chiesto, visto che Buccinasco ha aderito alla Stazione Unica Appaltante, se questo appalto non avrebbe dovuto essere gestito dalla SUA. Se non ricordo male, in base alla convenzione, la SUA interviene solo per appalti di Lavori Pubblici superiori ai 500.000 euro al netto dell’IVA (200.000 per forniture e servizi).

Qualche dubbio al quale il nostro Vice Sindaco, magari, vorrà dare risposta: visto che alcune delle strade rifatte sono delle arterie ad elevata intensità di traffico si è optato per degli asfalti drenanti e fono-assorbenti, in grado di migliorare la sicurezza e, soprattutto, di ridurre il rumore? Perché la procedura per l’individuazione delle strade sulle quali intervenire non viene resa pubblica e pubblicamente accessibile in modo da rendere agevole e possibile anche la partecipazione dei cittadini?

Se siete arrivati fin qui mi complimento per la vostra perseveranza e vi ringrazio per la vostra pazienza. Credo che sia importante illustrare le questioni nel merito ed evitare inutili battaglie basate su una sorta di professione di fede: non è uno scontro tra noi e loro o viceversa, ma uno sforzo (“congiunto”?) nel tentativo di trovare la strada migliore per il perseguimento del Bene Comune.

Un’ultima osservazione. Nello scrivere il presente articolo apprendo, dal sito del Vice Sindaco, che Buccinasco (o meglio il Comune capofila, Erba e, da quanto leggo altri comuni) ha vinto un bando di finanziamento regionale per finanziare progetti tecnologici per migliorare la relazione coi cittadini. Una bella notizia, ma non vi fa sorridere che di un progetto volto a migliorare la trasparenza e la relazione coi cittadini non vi sia la minima traccia sul sito del Comune e che ne si debba venire a conoscenza dal sito personale del Vice Sindaco? C’è molto da migliorare allora, a cominciare dalla pubblicazione di tutti i documenti e gli allegati delle determine!

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